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Il colloquio è lo “strumento” di lavoro per lo psicologo

Spesso permette di intervenire prima che determinate situazioni, complicandosi, diventino ingestibili e ulteriormente “dolorose”, in altri casi aiuta a ritrovare un nuovo equilibrio.

Come avviene il primo colloquio?

La parola che meglio possa riassumere il primo colloquio è accoglienza. Ogni paziente è diverso, c’è chi descrive subito il suo “problema”, chi preferisce raccontare del suo periodo attuale senza dire del “problema”. Altri fanno tante domande, taluni chiedono di essere interrogati. A volte, i pazienti sono preoccupati di dover parlare a ruota libera e quindi di non sapere come riempire lo spazio di una intera seduta ma dimenticano che è un dialogo e che sarà portato avanti da due persone. In genere nel primo colloquio si discuterà della problematica, di notizie generiche (famiglia, lavoro, presente e passato, ecc) e verrà spiegato la modalità di lavoro e il tipo di intervento ipotizzato.

E’ un inizio, un inizio accogliente.

 

Ciò che verrà detto resterà segreto?

Assolutamente si, lo psicoterapeuta è un professionista che sottostà al codice deontologico dell’ordine nazionale il quale impone categoricamente il segreto professionale.

 

Quali tipologie di incontri si possono svolgere?

  • Colloquio Individuale

  • Colloquio di Coppia

     

Quali problematiche si possono affrontare?

Particolari difficoltà della vita.

Il termine “particolari”, anche se generico, è usato per far distinzione dagli elementi patologici: sono momenti difficili della vita per i quali sia necessario porre particolare attenzione. Tra questi, i più frequenti sono: scarsa autostima, crisi di coppia, stress, problemi relazionali, conflitto, dipendenze affettive, senso di malessere generalizzato, separazioni, timore di non riuscire, eccessiva gelosia, paura d’innamorarsi, difficile gestione delle emozioni, mobbing, cambiamento di lavoro, educazione dei figli, elaborazione del lutto, ecc.

Patologie.

Le più conosciute sono depressione, ansia, paranoia, attacco di panico, fobia, disturbo ossessivo compulsivo. Ogni patologia ha una serie di manifestazioni più o meno tipiche che sono definiti sintomi. I sintomi, in genere segnalano un disagio profondo e nascosto che è necessario riconoscere.

 

Il dr. Terzuolo si occupa anche delle seguenti attività

  • Formazione psicologica alle professioni socioeducative e sanitarie
  • Supervisione d’équipe su casi e dinamiche di gruppo
  • Sostegno alla genitorialità ed educativo
  • Sostegno Psicologico Individuale
  • Sostegno psicologico in gruppo

 

 

 

Ludwig Wittgenstein

“Sono sempre felice di poter iniziare una nuova pagina.”

Charles Darwin

“Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.”

Oliver Cromwell

“Se fate le stesse cose che avete sempre fatto, otterrete gli stessi risultati che avete sempre ottenuto.”

Seneca

“La vita, senza una meta, è vagabondaggio.”

Galileo Galilei

“Non puoi insegnare qualcosa ad un uomo. Lo puoi solo aiutare a scoprirlo dentro di sé.”

Carl Gustav Jung

“La scarpa che sta bene ad una persona sta stretta a un’altra: non c’è una ricetta di vita che vada bene per tutti.”

Carl Gustav Jung

“L’uomo ha bisogno di difficoltà: sono necessarie alla salute.”

Alessandro Terzuolo

Psicologo e Psicoterapeuta iscritto all’albo degli psicologi del Piemonte con il numero 5491.

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